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giovedì, 20 marzo 2008
Prepariamoci al peggio

Il Partito democratico non s’è fatto (nel senso di assunzione di forma e identità) in dieci anni e più di ulivismo. Non si è neppure formato durante la campagna delle primarie e, poi, a seguito della elezione di Veltroni: il discorso del Lingotto, la discussione sul Manifesto, sui valori, sullo statuto. Da tutta questa fase è venuta una gelatina incolore e insapore.

Il Partito democratico si sta facendo in questa campagna elettorale. Il programma elettorale è il suo manifesto politico. La costruzione delle liste è stata la campagna per l’affermazione del leaderismo politico, della concezione autocratica del partito. Non ci sono gruppi dirigenti, c’è un segretario e vari collaboratori; un segretario e un comitato esecutivo. Le stesse istanze territoriali, a dispetto della nuova forza delle realtà locali, confermano la loro subalternità al centro politico, la loro perifericità politica.

Ogni uscita, ogni comizio, ogni dichiarazione di Veltroni è un pezzo della costruzione del nuovo partito: dalla sicurezza al ruolo del mercato, dalla riforma della politica allo stato sociale. Il Partito si sta creando in questi giorni, in questi momenti di contatto con le masse elettorali!

Quello che ad altri partiti, per la riconoscibilità della propria politica, è costato fatica, lunghi e travagliati processi e dialettiche interne, scissioni, al Partito democratico riuscirà in un turno elettorale?

Miracolo del veltronismo o piuttosto crisi profondissima della Sinistra che ha esaurito le proprie sorgenti in un inconcludente radicalismo e velleitario terzismo e che si affida a una disperata riformulazione di quella che un tempo si sarebbe chiamata una linea di destra socialdemocratica?

Prepariamoci al peggio.

Postato da: MNL a 15:08 | link | commenti

martedì, 04 marzo 2008
Pietro Ammicca

E’ giusto candidare non l’imprenditore ma il presidente di Federmeccanica nel Partito democratico? Questa è la domanda che vanno ponendo i militanti democratici.

Di certo Bertinotti non ha torto quando così argomenta: essere rappresentante di una federazione di imprenditori come quella dei meccanici (mica dei fabbricanti di cappelli di paglia) vuol dire elaborare, esprimere una precisa linea politica generale, che vale anche per il paese. Non è come introdurre nel corpo di un partito della sinistra democratica la cultura d’impresa, che è altra e buona cosa.

Perché Veltroni ha tentato il colpo? Perché non ha nulla da perdere in quell’area del paese, il Nord-est, si risponde, o perché, come hanno scritto contemporaneamente in molti, ha in mente l’album delle figurine Panini, con tutti i campioni uno accanto all’altro.

Di certo il PD ha plebiscitato un capo, ma non si è formato lungo un processo imponente di identificazione politico-ideale. C’è uno statuto, c’è una carta dei valori, c’è un programma elettorale, ma sono il risultato di elaborazione di gruppi non della discussione capillare, dello scontro dialettico molecolare, di massa come si sarebbe detto una volta.

C’è un gran dibattito nei forum, sui blog ma se questo non si incanala lungo arterie che conducono al cervello dell’organizzazione, è solo un gran vociare.

Veltroni potrà essere il leader del PD alla sola condizione di voler e saper costruire le sovrastrutture democratiche (la rete delle arterie e dei capillari) del partito e farle realmente funzionare e misurarsi con gli impulsi e i flussi di esperienze, culture, proposte, entusiasmi e domande provenienti dal popolo democratico.

Finora la sua leadership ha solo una legittimazione tecnica, data dal regolamento e dalla procedura che lo hanno eletto. Finora ha dimostrato che il PD è inclusivo, adesso deve dimostrare di essere selettivo, creativo, produttivo di una cultura originale autoctona, non solo collettore e distributore di culture altrui.

Al paese manca un partito e un leader della sinistra riformatrice nuovi, non certo un Pietro Ammicca, come quel simpatico personaggio creato da Gigi Proietti che rappresenta l’idealtipo, per l’appunto sempre ammiccante, dell’italiano.

 

Postato da: MNL a 14:38 | link | commenti (2)
veltroni