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mercoledì, 07 febbraio 2007
Ministro D'Alema, irrituale sarà Lei!

L’appello lanciato da diversi ambasciatori, tra i quali quello statunitense e inglese, per chiedere coerenza nell’impegno militare dell’Italia su scacchieri importanti quali l’Afganistan, va segnalato non tanto per l’ “irritualità” dell’iniziativa ma per il significato di frattura nella storia e nella tradizione della collocazione internazionale dell’Italia, frattura determinata dalle scelte confuse di politica estera del governo Prodi-D’Alema-Bertinotti.

Mai come in questo momento il nostro Paese è parso ondivago sui fondamentali che hanno costituito l’asse dei nostri rapporti di alleanza internazionali: l’inserimento organico nel sistema di alleanza atlantico e l’amicizia strategica con gli Stati Uniti. Mai, nella storia democratica del paese, questi principi sono stati messi in discussione. Mai sino ad oggi.

Eppure il governo Prodi è stato votato dagli Italiani  su un programma che non prevedeva un cambio di strategia in politica estera come quello che sta avvenendo in forma strisciante ma lineare, con il risultato di collocare l’Italia su un fronte di neutralità rispetto agli obblighi assunti che non trova riscontri né in programmi elettorali, né nella volontà dei cittadini e del popolo italiano.

Per queste ragioni il governo Prodi deve dire con chiarezza (come ha fatto il vice-presidente Rutelli) che il quadro delle alleanze, dei rapporti e degli impegni con i paesi alleati non è in alcun modo messo in discussione perché nessuna volontà popolare ha mai messo in discussione la collocazione internazionale dell’Italia.

Se componenti non secondarie di questo governo intendono modificare, attraverso l'ambigua formulazione della "discontinuità", l’asse strategico della politica estera dell’Italia al di fuori di ogni pronunciamento popolare, questo sì che sarebbe irritale se non un vero e proprio strappo alla democrazia.

 

Postato da: MNL a 07:19 | link | commenti (2)
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