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domenica, 28 maggio 2006
Il Manifesto neo-illuminista di Ratzinger

Oggi, 28 maggio 2006 nel campo di sterminio di Auschwitz, Papa Ratzinger di fronte all’umanità ha letto il Manifesto neo-illuminista del nuovo millennio.

 

“ Il Dio, nel quale noi crediamo, è un Dio della ragione – di una ragione però, che certamente non è una neutrale matematica dell’universo, ma che è una cosa sola con l’amore, col bene”.

 

Sarà impossibile d’ora in avanti non fare i conti con questo razionalismo, con una dimensione esistenziale nella quale l’uomo diventa “potenza” solo nella coscienza e nella volontà di costruttore di relazioni di amore e di bene, solo se sa riconoscere il male per sconfiggerlo, anteponendo una visione sempre più alta e nobile (la reinterpretazione del divino cristiano nella storia contraddittoria dell’uomo), missione che non può coincidere con la semplice moltiplicazione dell’utile.

 

La Fede (la fede cristiana) non è ritualità, senso di appartenenza, bandiera di conquista ma è capacità razionale di riconoscimento del male, in tutte le forme con cui storicamente si manifesta: le ideologie totalitarie, l’odio verso la Persona e l’eguaglianza, l’egoismo, la violenza e la sopraffazione, la negazione della verità e del bene, la matematizzazione tecnologica della vita, del bisogno e della spinta verso il moderno.

 

Ad Auschwitz Papa Ratzinger non è andato solo per ricordare, per neutralizzare con la retorica i pericoli ancora incombenti, ricorda all’umanità che un lungo cammino per la liberazione dell’uomo deve ancora compiersi e può realizzarsi solo con una nuovo razionalismo: con la coscienza piena di sé, con la fede in Cristo o con la fede laica nei valori secolarizzati della lunga e travagliata civilizzazione democratica cristiano-occidentale.

Ad Auschwitz Papa Ratzinger ci ricorda che il mostro non è ancora sconfitto, può ancora colpire, dobbiamo essere vigili:

 

“Dov’era Dio in quei giorni? Perché Egli ha taciuto? (…) è il grido d’aiuto di tutti coloro che nel corso della storia, ieri oggi domani, soffrono per amore di Dio, per amore della verità e del bene; e ce ne sono molti, anche oggi”.

 

Papa Ratzinger implora, come un grande leader della Fede e dei popoli, la liberazione e la “grazia della riconciliazione”  per tutti coloro che “in quest’ora della nostra storia soffrono in modo nuovo sotto il potere dell’odio e sotto la violenza fomentata dall’odio”.

 

Ratzinger, una guida spirituale e civile.

Postato da: MNL a 22:19 | link | commenti (6)
auschwitz, ratzinger