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martedì, 28 marzo 2006
Una battaglia liberale

Chi attacca la democrazia, Berlusconi? Una volta tanto no, è l’Unione. Perché? Perché, a sentire un appello, D’Alema prima e Prodi dopo hanno dichiarato che se il centrosinistra vincerà, la maggioranza approverà una legge sul conflitto di interessi che vieterà a Berlusconi la continuità della leadership politica, se non vende tutte le proprietà.
Ferrara, Ostellino e Ricossa (almeno due, secondo chi scrive, hanno un invidiabile curriculum liberale) sono i primi firmatari di un appello che, riducendo all’osso, dice: in questa maniera una parte (quella vincente) impedirebbe, con legge successiva al risultato elettorale, al perdente (Berlusconi) di svolgere il ruolo di leader dell’opposizione e di candidato alla tornata elettorale successiva.
Pertanto, D’Alema prima e Prodi dopo minacciano una legge contro Berlusconi e tale proposito si configura come un colpo alla democrazia, opera di un regime.
Si evita di riprendere gli argomenti giuridico-costituzionali oltre che politici a sostegno della tesi-appello, per questi si rimanda alla lettura dei giornali.

Il punto è: il problema esiste? Secondo Terra del mattino esiste. Prodi farebbe bene a rispondere. I liberali (intesi estensivamente) attendono.

Postato da: MNL a 10:31 | link | commenti (17)
liberale, battaglia