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Ho dato al post lo stesso lungo titolo di un articolo di Gennaro Acquaviva sul Riformista di ieri.
L’autore parte da questo presupposto: la fine dell’unità politica dei cattolici, a seguito di una maturazione politico-culturale della gerarchia cattolica ma anche della distruzione fisica della DC, apre uno spazio enorme all’agibilità dei cattolici impegnati in politica e nello stesso tempo pone le condizioni per un diverso rapporto tra Sinistra e mondo cattolico, in sostanza per riscrive la vecchia “questione” .
Acquaviva prosegue la sua analisi ricordando che, sebbene
A me pare, quella di Acquaviva, una conclusione semplicistica che sottovaluta non tanto un’antica contrapposizione ancora presente, ma sottovaluta il valore sistemico e generale che questa Chiesa di questo Papa pone alla comunità dei fedeli, ai laici ma ancora di più all’umanità intera.
Quella di Acquaviva in sostanza è una soluzione politica, anzi politicista del problema. Egli crede che la riproposizione del compromesso storico (con opportune correzioni), cioè di una generica ma molto determinata volontà unitaria sia la strada per rimettere in moto il dialogo, col il rischio però di soprassedere a tutte le questioni che sia il mondo cattolico, sia i laici pongono.
Noi laici non possiamo dimenticare che il pensiero cattolico oggi ci pone questo interrogativo: un’idea falsa e totalizzante del laicismo non rischia di essere il contenitore del nuovo Superuomo che grida “Dio è morto!” solo perché vuole affermare a dispetto di qualsiasi vincolo la propria volontà di potenza sulle leggi e sui limiti della natura, vuole superarli con la propria fantasia, vanità ed egoismo?
Formulata la domanda in altro modo, essa suona pressoché così: il laicismo (sempre inteso in una dimensione totalizzante) può essere un terreno infido per radicare una prospettiva politica e sociale progressista, democratica, liberaldemocratica? Infido perché il laicismo è portato a respinge suggestioni essenziali per il timore di subordinare lo sviluppo civile a una gerarchia di valori soggettiva (tale è ad esempio considerata
Non è piuttosto il laicismo, frainteso come comune sentire delle società moderne, a sbarrare la strada alla ricerca di una nuova sintesi o se vogliamo a un nuovo compromesso?
Per queste ragioni, lo schema di Gennaro Acquaviva risulta troppo piccolo per contenere la complessità della nuova questione cattolica, non solo in Italia.
Il Papa ieri ha parlato e la Sinistra italiana ha sudato freddo.
Il Papa parla di “non negoziabilità” di valori (la vita, la famiglia, l’educazione dei figli), parla di diritto-dovere della Chiesa a intervenire direttamente nel dibattito politico e la Sinistra si contorce in dichiarazioni banali, formali, cerchiobottiste, insincere. E’ insomma evidente che fa buon viso a cattivo gioco.
Fassino cerca di svicolare dalla tenaglia determinata dalla chiarezza e dalla lucidità ratzingheriana con scialbe dichiarazioni di circostanza e forse rinvia al dopo elezioni la risposta al quesito: dentro o fuori il campo dei principi etico-politici definito da questa Chiesa? Come si porrà la Sinistra (o l’Ulivo prossimo venturo) rispetto a questo campo di valori non solo etico ma per l’appunto politico?
Solo i radicali affrontano di petto la questione e si dichiarano oppositori intransigenti, per un laicismo secco. Tanto di cappello alla chiarezza e all’onestà, così tutti noi siamo consapevoli della posta in gioco.
E’ la questione cattolica che s’avanza, inesorabile e in una dimensione del tutto nuova dal passato, come abbiamo più volte detto. Ieri gli interventi della Chiesa erano per così dire preparati all’interno di una zona cuscinetto tra la gerarchia e la società politica, zona formata da personaggi “pontieri” e soprattutto da un vario associazionismo che costituiva il luogo riconosciuto d’incontro per costruire il punto di mediazione tra Chiesa e politica.
Oggi quest’area, la zona cuscinetto, è saltata per una precisa volontà di Ratzinger. La Chiesa d’ora in avanti gestirà in prima persona il messaggio pubblico, non perché più autoritaria ma perché vuole essere autorevole. La mediazione politica diventa insufficiente a contenere la qualità nuova della sua missione nelle nuove condizioni del mondo. Il passaggio d’epoca è molto chiaro nella testa di Ratzinger, si è passati dalla fase della "coesistenza pacifica" a quella della risposta a una sfida, portata concentricamente dal laicismo, dal relativismo della modernità occidentale e dall’integralismo. Sfida da non giocare in difesa, questa è la novità.
Se la Chiesa si prepara a rispondere a una sfida, la Sinistra deve preparasi a rispondere a una nuova condizione di movimento: il superamento della Chiesa “solo-dialogante” e l’avanzare di una Chiesa “competitiva”, in grado di rielaborare i valori laici dell’Occidente e di riproporre un nuovo livello di laicità basato sulla tradizione cristiana (o giudaico-cristiana) dell’Occidente. La Chiesa si riappropria della civilizzazione occidentale per farne messaggio mondiale, risposta alla mondializzazione.
Sinistra, se ci sei batti un colpo.