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Il sindacato fa politica con la maiuscola, perché con la sua azione crea le condizioni generali perché la politica si trasformi in governo, in sistemazione dei rapporti di forza attraverso le formule politiche e le maggioranze parlamentari.
Quando si è rotto l’equilibrio tra riformismo sindacale e riformismo politico?
C’è stato un momento nella storia della CGIL, grosso modo coincidente con la gestione di Cofferati, in cui si è voluta spezzare, per ragioni miopi e interne agli interessi di un gruppo dirigente senza storia, la continuità tra riformismo del sindacato e della CGIL in particolare e il processo riformista che stava aprendosi nella Sinistra italiana.
La fine della subordinazione del sindacato rispetto ai partiti ha portato, piuttosto che una competizione sul terreno di una visione moderna della politica, a immaginare
Quando, nelle stanze della CGIL, si riprenderà la lezione di Luciano Lama?