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mercoledì, 15 novembre 2006
No Dichiarazione? No party.

Sabato si manifesta contro Israele, a Milano e a Roma e sarà un altro schiaffo alla Sinistra riformista, liberaldemocratica, non ideologicamente terzomondista, realmente amante della pace perché sa distinguere l’aggressore dall’aggredito.

A Roma si manifesta senza ambiguità, senza se e senza ma, contro la politica guerrafondaia, imperialistica, antiaraba e così via dello stato ebraico, a Milano invece si manifesta in una confusione di lingue e di proposte. La proposta più “forte”, quella che farebbe da ponte tra le due capitali, è la interruzione della cooperazione militare tra l’Italia e Israele. Come si vede una questione non da poco, anzi centrale per definire la politica estera di un Paese come il nostro.

A Milano la manifestazione è organizzata dalla Tavola della pace. Si potrebbe ironizzare dicendo che i tavoli sono sempre abbondantemente imbanditi quando si tratta di apparecchiare contro Israele.

A Milano ci saranno tutti, anche i DS e la Margherita. Si può dire di no a una Tavola della pace? Si può fare a meno del levantinismo politico proprio in presenza della questione principe, il conflitto arabo-israeliano?

Terra del mattino sostiene che si può e si deve, perché è cieco o in malafede chi non vede il progetto pan-fondamentalista e pan-islamista di cancellare Israele. Cancellare Israele e, a seguire, indebolire il fronte dei paesi democratici e di soffocare i Paesi arabi moderati.

Si può e si deve perché la solidarietà piena con Israele fa parte della storia e degli interessi strategici nazionali, e il “terzismo” governativo tradisce la missione fondamentale di ogni democrazia: la solidarietà tra democrazie e la lotta contro ogni forma di fascismo, negoziare con fermezza e realismo senza lisciare gratuitamente il pelo dei nemici della democrazia.

Chiediamo di aggiungere un posto o un capitolo al tavolo o alla tavola della pace. Lo suggerisce bene Piero Ostellino sul Corriere di oggi: chiedere a tutte le organizzazioni e movimenti arabi direttamente o indirettamente coinvolti nel conflitto arabo-israeliano di sottoscrivere solennemente una dichiarazione per il diritto all’esistenza dello Stato d’Israele.

No dichiarazione? no party.

Postato da: MNL a 13:05 | link | commenti (2)
piero ostellino, corriere della sera, manifestazione antiisraeliana di