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lunedì, 25 settembre 2006
Caro Presidente, non sono d'accordo

Parliamo di eutanasia, dell’appello di Piergiorgio Welby e della risposta del Presidente Napolitano. Da dove partiamo? Partiamo da Ratisbona. Ancora dalla Lezione di Ratzinger in quella università.

In quei giorni fiammeggianti di roghi e di dibattiti mancati e di simboli e di religiosi, intesi come persone, mandati a morte, non abbiamo ascoltato le parole del Presidente Napolitano. Parole che non fossero di generico appello alla tolleranza e al dibattito. Non abbiamo sentito il raffinato ex comunista-riformista entrare nel merito delle questioni poste da Benedetto XVI. Abbiamo sentito il suo silenzio e di quelli che avrebbero dovuto parlare, anche per dire “non sono d’accordo”.

Il Presidente Napolitano ha invece parlato in occasione dell’eutanasia, problema delicatissimo coinvolgente la “scatola segreta” dell’Io, che implica la solitudine come condizione per il raggiungimento di uno stato superiore di consapevolezza  e lucidità, dramma che può essere risolto solo dal singolo e dalle sole persone che il singolo decide di coinvolgere in un circuito privatissimo di amorevole complicità, dramma da tenere distinto dalla normazione pubblica perché irrisolvibile senza quel delicatissimo equilibrio di razionalità-irrazionalità dell'atto, per diventare ragione burocratico-aministrativa.

Perché il Presidente Napolitano sente il bisogno di esporre la sua autorevolezza sul tema dell’eutanasia e non su quello posto a Ratisbona? A Ratisbona il Papa non ha parlato solo al cuore dei fedeli, ha parlato alle classi dirigenti europee ed occidentali, ha parlato alla loro responsabilità di guida e di governo. Benedetto XVI ci ha avvertito che il nostro “culturalismo” (che deve confrontarsi con gli altri culturalismi) fatto essenzialmente di ragione e di libertà è in pericolo e va difeso anche ponendo come primo scudo il nesso indissolubile tra Fede e ragione, Fede e libertà, Fede ragione e libertà intese con un’unica struttura che diventa difesa e nello stesso tempo punta di lancia di un processo generale di allargamento e diffusione delle libertà.

Una domanda ci tormenta: perché il Presidente Napolitano, rappresentante di quella cultura laica e riformista, cultura formatasi in un confronto drammatico con l‘ideologia del comunismo e quindi per questo ancora più ricca, perché –dicevamo- Napolitano sente il bisogno di affrontare il tema laici-cattolici dal versante dell’eutanasia e non da quell’appello alla libertà, alla Ragione, alla vita di Ratzinger?

Nel nostro piccolo una risposta l’abbiamo: quella cultura e quella particolare cultura detta “laico-democratica”, che il Presidente Napolitano ha contribuito a sviluppare, ha il passo corto quando il confronto esce dai confini della semplice “coscienza” per investire il confronto tra “sistemi” di cultura e civiltà.

 

 

 

Postato da: MNL a 07:22 | link | commenti (9)
eutanasia, ratzinger, giorgio napolitano, piergiorgio welby