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venerdì, 06 ottobre 2006
Facce di bronzo multilaterali

Da leggere Toni Capuozzo sul Foglio di oggi. Che dice? Dice che in Libano, proprio nelle zone sorvegliate da Unifil e controllate da Hezbollah, è in corso tra queste due autorità una specie di agreement per ridefinire le regole d’ingaggio alla luce delle possibili convergenze e convenienze politiche di ciascuno: la pace apparente e soprattutto la tranquillità per i soldati Onu e, in cambio, la ricostruzione del controllo politico e militare del sud del Libano da parte del partito di dio.

Cosa significa in soldoni? Significa che il traffico d’armi è ricominciato, dall’Iran passando per la Siria, sotto il naso dei caschi blu, che lo tollerano. Significa che Hezbollah sta ripristinando una condizione di capacità militare come quella che ha preceduto il conflitto e che tra qualche tempo Israele dovrà prendere atto del riarmo e riconsiderare l’opzione bellica.

Così la risposta europea (e dalemiana) all’unilateralismo di Bush sta precipitando nel multilateralismo delle facce di bronzo.

Postato da: MNL a 10:30 | link | commenti
libano, hezbollah, unifil, capuozzo

martedì, 12 settembre 2006
Lo "Stato guida" del terrorismo

Due episodi nella stessa giornata. Hezbollah organizza una manifestazione pubblica in un quartiere di Beirut e attacca il premier Siniora accusandolo di essere troppo tenero con Israele. Probabilmente in queste ore a Beirut si stanno precisando le regole d’ingaggio.  L’altro episodio, a Damasco un’autobomba colpisce l’ambasciata americana. Tutto avviene il giorno dopo le minacce del numero due di Osama.

E’ notorio che in Siria non si muove foglia che il regime non voglia. E’ assai difficile credere che ai servizi segreti siriani sia sfuggita un’azione terroristica così eclatante, così come è difficile credere a un’autonoma e rapida trasformazione antigovernativa di Hezbo che non sia sollecitata dall’Iran.

Ma non è neanche credibile che ci sia una casualità e una non relazione tra quello che è accaduto oggi e quello che ieri ha detto il vice di Bin Laden.

Il rapporto di dipendenza tra questi fatti si presta a un doppio significato: o si va verso un coordinamento internazionale di tutte le iniziative terroristiche, che presuppone un’unica direzione strategica, oppure siamo di fronte a un conflitto tra centrali terroristiche, tra quelle che vogliono avere un campo d’azione mondiale (colpire ovunque sia possibile lasciando piena autonomia ai gruppi locali) e quelle che vogliono impiegare e concentrare la deterrenza terroristica in aree determinate del globo (il Medio Oriente).

Ad ogni modo tutte le ipotesi, tutti gli episodi, tutte le minacce convergono in un unico punto: allentare la sorveglianza sui piani nucleari iraniani, che diventano il riferimento politico della strategia mondiale del fondamentalismo radicale. Il terrorismo sta forse cambiando leadership e sta passando dalla concezione del territorio ospitante (l’Afganistan) allo Stato guida (l’Iran), dal terrorismo diffuso al terrorismo in una sola area.

 

Postato da: MNL a 14:38 | link | commenti
terrorismo, iran, siria, hezbollah